CHIETI - «Sto male e stanno male i miei figli. Sono pronta a farmi aiutare». È l’appello di Catherine, la mamma della famiglia nel bosco, ai consulenti e ai difensori. La permanenza della madre nella casa protetta di Vasto insieme ai suoi bambini (una femmina di 8 anni e due gemelli, maschio e femmina, di 6) è considerata un ostacolo al percorso dei figli e quindi si starebbe valutando un possibile allontanamento. È definita «rigida e non collaborativa». E i rapporti all’interno della struttura sarebbero spesso tesi.
Dall’incontro fissato per ieri tra la tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, gli assistenti sociali e i responsabili della struttura, con l’obiettivo di definire un piano educativo per i minori, è emerso come la decisione definitiva è rimandata alla prossima settimana. Anche se proprio la tutrice ha incontrato un’insegnante che ha dato disponibilità a insegnare ai bambini nella casa famiglia. Nel corso dell’incontro, a quanto si apprende, anche la possibilità di un allontanamento proprio di mamma Catherine per i suoi comportamenti all’interno della struttura. Da quasi due mesi, i minori, figli della coppia anglo-australiana, non svolgerebbero nessuna attività scolastica. Dal 20 novembre sono stati collocati nella struttura di Vasto, insieme alla madre, che però può incontrarli solo per poche ore al giorno. Vivono in piani separati. Un dato oggettivo che si inserisce in un procedimento delicato davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Prima i bambini seguivano un percorso di istruzione parentale ispirato al metodo Steiner-Waldorf, svolto nella casa nel bosco con Catherine.







