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Ok europeo grazie a Roma. Meloni: "Ottenuti risultati". Ma Coldiretti resta contraria
Il primo via libera dell'Unione europea all'accordo di libero scambio con il Mercosur ha visto l'Italia giocare un ruolo rilevante. Il fronte agricolo, tuttavia, ha continuato a esprimere la propria contrarietà. Al Coreper, il comitato degli ambasciatori dei 27, ieri si è consolidata una maggioranza qualificata a favore della firma dell'intesa con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, aprendo la strada all'adozione formale e alla successiva firma, attesa sabato prossimo. Cinque Paesi hanno votato contro, tra cui Francia e Ungheria, mentre l'Italia ha sostenuto l'accordo dopo aver ottenuto una serie di garanzie ritenute necessarie a tutela delle filiere più esposte.
Il risultato porta il segno del lavoro politico del governo guidato da Giorgia Meloni, che fin dall'inizio ha escluso approcci ideologici ma ha posto con forza il tema dell'equilibrio tra apertura dei mercati e difesa del sistema produttivo europeo. La presidente del Consiglio ha evidenziato che "siamo riusciti ad ottenere alcuni risultati per gli agricoltori che considero molto importanti" (tra cui l'incremento di 10 miliardi dei fondi Pac e un sistema di salvaguardia) e "alla luce di queste garanzie abbiamo dato il nostro ok all'accordo".








