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Passa la linea della premier (che fa sponda con Belgio e Ungheria). Sminato il "rischio Salvini" nel passaggio in Parlamento. E anche sul Mercosur accolta la proposta di Roma
nostro inviato a Bruxelles
Mancano pochi minuti alle tre e mezzo del mattino quando Giorgia Meloni si presenta alla Lanterna di Palazzo Europa per fare il punto su quello che è senza dubbio il Consiglio europeo più lungo e complesso della legislatura. D’altra parte, la discussione sugli strumenti finanziari di sostegno all’Ucraina – certamente il dossier più delicato del summit di Bruxelles – è andata avanti fino alle tre del mattino, con una soluzione che negli ultimi giorni – ma anche giovedì scorso, quando si è aperto l’ultimo Consiglio Ue del 2025 – sembrava impraticabile: mettere da parte l’utilizzo degli asset russi congelati (strada caldeggiata dalla stessa Commissione, oltre che dall’asse Germania-Polonia e da Nordici e Frugali) e procedere con un prestito dell’Ue con bond raccolti sui mercati e garantito dal margine di manovra del bilancio Ue, prestito che permetta di fornire a Kiev 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027.






