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Il Parlamento approva per 10 voti il "sì" al parere legale. Accordo congelato. La Commissione: "Rammarico"

Poteva essere l'ultimo miglio di un negoziato lungo più di venticinque anni. Invece l'accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur ieri si è fermato ancora, arenandosi davanti a quello che suona come uno schiaffo politico diretto a Ursula von der Leyen. L'Eurocamera ha infatti deciso, con uno scarto minimo di appena dieci voti, di rinviare il testo alla Corte di Giustizia Ue per un parere legale, congelando di fatto qualsiasi possibilità di ratifica rapida e sconfessando l'accelerazione impressa dalla presidente della Commissione, che solo pochi giorni fa aveva siglato l'intesa in Paraguay insieme ai partner sudamericani.

Il voto ha avuto un impatto simbolico e politico enorme. Fuori dal Parlamento europeo di Strasburgo, gli agricoltori arrivati con i trattori hanno esultato gridando vittoria, mentre dentro l'emiciclo si consumava una spaccatura trasversale. Von der Leyen, poco prima del voto, aveva provato a serrare le fila ricordando che "l'accordo con il Mercosur è necessario per proteggere l'Europa". Un appello rimasto inascoltato. L'Aula ha scelto di fermare la Commissione proprio nel momento in cui Bruxelles chiedeva unità contro le minacce di nuovi dazi americani.