VENEZIA - "Mi dispiace non abbiamo nulla da dire": ieri mattina, al citofono di casa Trentini, una voce gentile, pacata ma ferma, ha risposto così a quanti hanno suonato il campanello per chiedere notizie. Già verso le 10, un'ora prima dell'inizio della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, in cui si attendevano notizie anche dal Venezuela, un piccolo gruppo di persone stazionava, con discrezione, in via Paoluccio Anafesto, sotto casa di Armanda Colusso e Ezio Trentini, i genitori di Alberto. E non appena la premier ha risposto alla prima domanda di apertura della conferenza stampa, è stato subito chiaro che sarebbe stata un'altra giornata di attesa, senza soluzioni ancora definitive per il nostro cooperante veneziano, in carcere a Caracas dal 15 novembre 2024 nella prigione El Rodeo. La notizia della liberazione di Alberto che tanti sognavano potesse arrivare proprio ieri, invece non c'è stata.

Ma non per questo diminuiva la speranza visto che la premier ha assicurato il massimo impegno. E anche ieri, mentre la gente al Lido di Venezia era in attesa, nelle sedi istituzionali si è continuato a lavorare senza sosta, intessendo rapporti e contatti. Per il Lido di Venezia, e soprattutto per i genitori, un'altra giornata sospesa. In attesa di notizie.