Le temperature gelide di Minneapolis non hanno fermato le proteste pacifiche degli abitanti della città, ancora sotto shock per la morte di Renee Good.

Mentre il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha mobilitato la Guardia Nazionale statale sullo sfondo delle crescenti tensioni, il ferimento di due persone a Portland da parte degli agenti di frontiera ha fatto salire ulteriormente la rabbia anche in altre città americane.

Per la seconda notte consecutiva, la gente è scesa in piazza a Minneapolis - ma anche a Houston, Cincinnati, New York, Washington, Philadelphia, Baltimora e altri centri - per manifestare contro l'omicidio di Good, uccisa a sangue freddo nella sua auto da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement che, secondo l'amministrazione di Donald Trump, ha agito per autodifesa.

Molti dei partecipanti ai cortei hanno agitati cartelli che chiedono l'abolizione dell'Ice e sul luogo della tragedia, a pochi isolati dal punto in cui nel 2020 George Floyd fu ucciso da un poliziotto, sono stati deposti fiori e messaggi per Renee, sposata con Becca e madre di tre bambini.

Soltanto un giorno dopo la sparatoria a Minneapolis, nella "Città delle rose", in Oregon, due persone sono rimaste ferite in un altro episodio che ha coinvolto agenti federali, questa volta della polizia di frontiera.