Gli emendamenti alle norme sulle Aree Idonee introdotte nel decreto Transizione 5.0, dopo i rilievi sollevati dal Tar sui paletti troppo rigidi allo sviluppo delle rinnovabili, danno maggiore spazio alla possibilità per le imprese di realizzare impianti per l’autoconsumo nelle aree circostanti a un insediamento industriale.

Fotovoltaico: salta l’autorizzazione unica per le aziende

Tra le novità introdotte nel provvedimento, che ieri ha ottenuto il voto di fiducia in Senato, c’è un emendamento che elimina l’obbligo per l’impresa che vuole realizzare un impianto – ad esempio quelli per l’autoconsumo previsti dall’Energy Release, ma possono essere anche altre finalità – ad avere un’autorizzazione ambientale unica. Un documento che richiede molto tempo e una certa selettività per essere rilasciato e che rischiava di restringere molto la platea di soggetti che possono avvalersi delle aree idonee consentite vicino ai siti industriali. Le norme inserite nel decreto 5.0 stabiliscono che le aree idonee (cioè quelle che prevedono procedure autorizzative semplificate per le rinnovabili) attorno ai siti produttivi debbano ricadere entro un raggio di 350 metri (la cosiddetta Solar Belt). Altro aspetto sul quale si fa chiarezza è il fatto che lo stesso impianto fotovoltaico, nel caso superi i 20 kilowatt di potenza, non può più essere considerato a sua volta un sito industriale dal quale calcolare i 350 metri per costruirne un altro, come invece in precedenza era previsto.