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Nel discorso al corpo diplomatico il Pontefice attacca i finanziamenti all’aborto sicuro: "I fondi vadano a madri e famiglie, non alla soppressione della vita"
È l’uso di risorse pubbliche per finanziare l’aborto il punto più duro del discorso pronunciato da Papa Leone XIV davanti al corpo diplomatico. "La Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all'accesso al cosiddetto 'diritto all'aborto sicuro' e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie", le parole del Pontefice,
Nel suo intervento, Leone XIV ha ribadito la contrarietà della Chiesa a ogni pratica che neghi o strumentalizzi l’origine e lo sviluppo della vita. Tra queste, appunto, l’aborto, descritto come l’interruzione di una vita nascente e come una negazione dell’accoglienza del dono della vita. Per il Papa, la priorità resta la protezione di ogni nascituro e il supporto concreto alle donne, affinché possano accogliere la vita senza essere lasciate sole. Nello stesso solco si inserisce la condanna della maternità surrogata, che – ha spiegato – trasforma la gestazione in un servizio negoziabile, violando la dignità del bambino, ridotto a prodotto, e quella della madre, il cui corpo viene strumentalizzato.







