Città del Vaticano, 9 gen. (askanews) – “La vita è un dono inestimabile che si sviluppa all’interno di un progetto di relazionalita basato sulla reciprocità e sul servizio. E alla luce di questa visione profonda della vita come dono da accudire, e della famiglia come sua custode responsabile, che si impone il rifiuto categorico di pratiche che negano o strumentalizzano l’origine della vita e il suo sviluppo. Tra queste, vi è l’aborto, che interrompe una vita nascente e nega l’accoglienza del dono della vita”. Così Papa Leone nel suo discorso oggi al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
“In tal senso, – ha poi subito aggiunto il pontefice – la Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto ‘diritto all’aborto sicuro’ e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie”.
“L’obiettivo primario – ha concluso il pontefice – deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinche possa accogliere la vita”.
“La vocazione all’amore e alla vita, che si manifesta in modo eminente nell’unione esclusiva e indissolubile tra la donna e l’uomo, impone un imperativo etico fondamentale: mettere le famiglie nelle condizioni di accogliere e prendersi cura pienamente della vita nascente. Ciò e quanto mai prioritario specialmente in quei Paesi che stanno vivendo un drammatico calo del tasso di natalità”, ha ricordato Papa Leone XIV in un passaggio del suo lungo discorso pronunciato in Vaticano nel corso dell’udienza concessa ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.









