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9 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:04
“Le condizioni del giornalismo in Venezuela si sono ulteriormente deteriorate dopo l’azione militare illegale degli Stati Uniti del 3 gennaio e dell’instabilità istituzionale che ne è derivata”, scrive Reporter senza Frontiere in una nota pubblicata ieri. La Ong con sede a Parigi da anni denuncia la repressione e il rigido controllo dell’informazione sotto il governo di Nicolas Maduro. Per il 2025, ha classificato il Venezuela al 160° posto su 180 Paesi nella sua lista sulla libertà di stampa nel mondo, denunciando il quadro di un Paese dove “l’informazione indipendente è sotto attacco costante”.
Ma adesso, dopo l’arresto del presidente Maduro ordinato da Donald Trump, secondo l’associazione per la difesa della libertà di stampa nel mondo, il quadro è peggiorato: i reporter sul posto devono “confrontarsi a rischi maggiori e imprevedibili. Queste minacce, in un contesto maggiormente frammentato – si legge nella nota -, non traggono più origine da una singola, identificabile, autorità di Stato, ma da molteplici attori, che aumentano notevolmente l’insicurezza dei professionisti dei media”. I giornalisti in Venezuela continuano ad essere sottoposti a minacce, intimidazioni dirette ed espulsioni.









