“Sugo pieno ed elegante”. “No, è un topo ed è vietato mangiarlo”. La guerra tra chef per la carne di nutria sta diventando una pietanza stucchevole. Sulle pagine di Mowmag è apparso un nuovo aggiornamento sul tema “quanto è buona da mangiare la nutria” dopo la provocatoria esondazione post natalizia dello chef veronese Daniele Pivatello. Il 58enne che usa la nutria per condire i bigoli aveva dichiarato in un’intervista al Corriere che la nutria è “un piatto popolare”, simile “allo spezzatino”, che a New Orleans “è un piatto come un altro” e generalmente in Louisiana “convive nei menù con i gamberi killer”.
Su Mowmag, peraltro, viene fatta una specifica precisa che anticipa tutta la questione più gustativa: “La commercializzazione della nutria è vietata e in Italia ne è permesso solo l’autoconsumo. La questione nutria sì/nutria no ha reiterati precedenti social e comunicativi in genere a partire dalla provocazione radiofonica di Giuseppe Cruciani e fino all’ultimo video online del consigliere regionale veneto Valdegamberi (!) con un arrosto fumante di nutria nel piatto. “Mangiare nutria equivale a mangiare topi”, spiega lo chef Guido Mori su Mowmag. Mori ricorda quindi che la normativa alimentare in materia si “muove lungo due direzioni: la prima è quella della sicurezza alimentare, l’altra quella delle autorizzazioni. Lo chef spiega che per servire qualcosa la legge deve considerarlo alimentare e che i clienti non possono essere truffati. Mori fa l’esempio della “crema al tartufo” che richiede per legge la presenza di tartufo e non olio e un vago sentore aromatico: “Entrambe queste trasgressioni sono punite per legge e contemplano perfino l’arresto”.






