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Da Prince a Nick Cave a Nada, il boom di brani del passato inclusi nelle serie

Le rockstar passano. Ma le loro canzoni spesso rinascono. Ogni brano pop ha la propria età e spesso la dimostra tutta, ma ora le serie tv sono la chirurgia estetica di tanta musica partita inesorabilmente sulla via della dimenticanza.

È un fenomeno che si chiama "effetto sync", una formula applicata in tanti contesti diversi ma che, in campo musical-televisivo, consiste sostanzialmente nella concessione dei diritti d'uso di un brano in cambio di compenso o diritti d'autore a seguito della sincronizzazione della musica con le scene. C'è sempre stato, ma ora, per mutuare un'espressione social, è diventato virale, trasformandosi in una colossale fonte di guadagno e popolarità per gli artisti. Qualche cifra. Dopo il finale di Stranger Things a Capodanno, i due brani di Prince inclusi nella colonna sonora, cioè Purple Rain e When Doves Cry, sono cresciuti su Spotify rispettivamente del 243% e del 200%. Ma non c'è solo questo. A colpire è soprattutto che Purple Rain, pubblicato nel 1984, è cresciuta del 577% tra gli ascoltatori della Gen Z e When Doves Cry del 128%. Insomma, le serie tv fanno né più né meno di quanto hanno fatto film generazionali come Grease a fine anni '70 con il rock'n'roll, facendo cioè scoprire a un pubblico soprattutto giovanissimo un repertorio che non conosce.