In via XX Settembre c'è la coda. Inizia con uno scatto il 2026 del debito pubblico italiano. Nel primo collocamento dell'anno, il Tesoro ha emesso titoli per 20 miliardi e raccolto ordini per oltre 265 miliardi di euro, con una domanda che ha superato l'offerta di 13,2 volte. Il segnale che gli investitori internazionali continuano ad avere fiducia nel Paese e nelle prospettive economiche dell'Italia. A dimostrarlo è anche l'andamento dello spread. Il differenziale tra i Btp italiani ei Bund tedeschi è sceso ieri sotto i 65 punti base a quota 64,6 aggiornando un nuovo minimo dall'estate del 2008, l'anno del fallimento della Lehman Brothers, la banca d'affari statunitense diventata simbolo della crisi finanziaria della prima parte degli anni 2000.
Per la ripartenza dei collocamenti il Tesoro si è affidato una operazione dual tranche, offrendo 15 miliardi di nuovo Btp a 7 anni (circa l’80% è andato agli stranieri) e riaprendo, per un ammontare di 5 miliardi, il titolo Green al 2046 (di cui l’84% acquistato da investitori esteri). Quella di ieri è stata un’emissione destinata ai grandi investitori istituzionali (fondi, banche, assicurazioni, istituti centrali, operatori Esg) effettuata via sindacato attraverso un pool composto da Monte dei Paschi di Siena, Barclays, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest. Gli operatori si sono messi in fila. Ottime notizie per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti che, in più di un’occasione, rivendicando la politica di rigore sui conti pubblici tesa ad abbassare il costo del finanziamento per lo Stato, ha ricordato che la sua preoccupazione, ogni mattina, è vendere i titoli di Stato. Il collocamento fa quindi da cartina tornasole del giudizio dei mercati verso il Paese. Anche nel 2026, secondo gli analisti, gli investitori esteri giocheranno infatti un ruolo cruciale nell’allocazione del debito italiano.








