Nei primi tre mesi dell’anno il Tesoro emetterà almeno 38 miliardi di Btp con scadenze fino a 7 anni. Parte così il 2026 del debito pubblico italiano. Dodici mesi nel corso dei quali Via XX Settembre conta di tornare sul mercato con nuovi prodotti rivolti ai piccoli risparmiatori individuali e non esclude né di riaprire i capitoli dei Btp con scadenze molto lunghe, i cosiddetti Matusalem, con durata fino a 50 anni, né di collocare bond denominati in dollari, qualora le condizioni del cambio con l’euro rendano conveniente l’operazione. L’anno appena iniziato sarà contraddistinto da un certo affollamento sul mercato dei titoli sovrani. Ad esempio, la Germania dovrà collocare una grande quantità di Bund per finanziare le spese per la Difesa. In questa cornice, il Tesoro italiano si presenta all’appuntamento con gli investitori forte di un anno nel quale i rendimenti sono scesi e il rating ha ottenuto promozioni da tutte le agenzie.

Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è ormai stabilmente attorno a quota 66 punti, ai minimi da settembre 2008, mese fatidico del fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers, innesco della crisi finanziaria globale. L’orizzonte del differenziale tra i rendimenti dei decennali italiani e tedeschi guarda ora verso i 60 e addirittura i 50 punti base, come ipotizzano alcuni economisti, citati dall’Ansa. Il segnale della fiducia nelle prospettive del Paese. Un governo solido, salito al terzo posto per durata tra gli esecutivi repubblicani, una gestione dei conti pubblici prudente che dovrebbe portare fuori dalla procedura europea per disavanzo eccessivo hanno contribuito a rimodellare l’immagine dell’Italia agli occhi dei mercati. A questo si aggiungono na serie di riforme fatte che migliorano la competitività e l’atteso slancio dell’ultimo anno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (una parte potrà vivere però dopo la prossima estate) . Il risultato più netto è stato il calo dei rendimenti (con conseguente risparmio sul costo del debito e quindi sulla spesa per interessi).