Il Tesoro non perde tempo e inizia fin da subito a muoversi per finanziare il debito italiano. Come ormai d’abitudine nei primi giorni dell’anno, il Mef ha infatti dato mandato a un pool di banche di gestire mediante sindacato un’emissione dual tranche di un nuovo benchmark BTp a 7 anni, scadenza 15 marzo 2033, e di una riapertura per un importo non superiore a 5 miliardi di euro del BTp Green con cedola 4,10% e scadenza 30 aprile 2046. L’operazione, affidata a Banca Monte dei Paschi di Siena, Barclays Bank, BNp Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest Markets, sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato, e quindi salvo sorprese già a partire dalla giornata di domani, 8 gennaio.

I successi ottenuti nel 2025

Il 2025 si è chiuso con una forte contrazione dello spread fra BTp e Bund, sceso fino ai minimi da 15 anni poco sotto 70 punti base, e una riduzione dello stesso costo medio all’emissione dei titoli di Stato italiani al 2,75% rispetto al 3,41% di dodici mesi prima. Il nuovo anno si apre però con un compito come sempre impegnativo per il Tesoro, che secondo le linee guida della gestione del debito pubblico appena pubblicate sarà chiamato a collocare obbligazioni a medio e lungo termine per un ammontare lordo complessivo compreso tra 350 e 365 miliardi. Fondamentale, in un contesto in cui la Bce continuerà a ridurre il proprio portafoglio BTp ancora di 72 miliardi dopo i 73 miliardi già tagliati quest’anno, puntare su una domanda aggiuntiva che potrebbe ancora una volta arrivare dall’estero.