Nuovo peggioramento della situazione di sicurezza ad Aleppo.

Secondo quanto riferito dall'operatore di Pro Terra Sancta sul posto, Jean‑Francois Thiry, un corridoio umanitario sarebbe stato aperto e poi chiuso nel giro di pochi minuti, mentre si sono registrati pesanti operazioni militari nell'area compresa tra i quartieri di Sheikh Maqsood e Ashrafia da parte dei curdi per riprendere il controllo della zona.

"Nel giro di tre minuti hanno riaperto il corridoio umanitario.

Dopo tre minuti lo hanno richiuso e hanno aperto il fuoco sulla zona da Sheikh Maqsood verso Ashrafia", riferisce Thiry. Al momento non è possibile confermare l'eventuale presenza di vittime o feriti. L'operatore comunica di trovarsi presso una struttura della rete Pro Terra Sancta in città, dove è in corso un'accoglienza di emergenza: "Ci sono circa quaranta persone nella struttura: abbiamo portato cibo per dare loro qualcosa da mangiare".

Da Aleppo arriva anche la testimonianza di padre Fadi, responsabile del Terra Sancta College, che descrive l'impatto umanitario immediato dei combattimenti sulle famiglie in fuga: "Dai primi giorni abbiamo aperto la nostra casa per accogliere gli sfollati, persone che non hanno nemmeno un posto dove cucinare o preparare qualcosa da mangiare". Padre Fadi racconta l'arrivo di nuclei familiari provenienti in particolare dalle aree interessate dagli scontri e sottolinea la composizione mista della popolazione in movimento: "Stiamo ascoltando e aiutando persone arrivate da Sheikh Maqsood e dal quartiere di Ashrafia: curdi, musulmani, cristiani (anche armeni). Sono stremati, scappano più volte, perdono la casa e spesso tutto ciò che hanno; ripartono solo con poche cose in mano". Il sacerdote segnala inoltre il clima di forte insicurezza e il timore per l'incolumità dei civili: "In questo tempo difficile si spara e la gente ha paura".