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Fondi per Hannoun da Baradai, il neo leader dell'Ucoii. Per lui cristianesimo ed ebraismo "eresie" da correggere
Il Giornale è sotto attacco perché accusato di "islamofobia" da vari esponenti del mondo islamico. Questo perché ha condotto l'inchiesta su Mohammad Hannoun, il giordano filo Hamas oggi in carcere con l'accusa di aver finanziato il terrorismo islamico, così come altre indagini che riguardano l'indottrinamento portato avanti dal radicalismo islamico. Tra i comunicati in cui viene denunciato questo presunto clima ostile verso la religione islamica, c'è stato anche quello dell'Ucoii, l'unione della comunità islamiche italiane, che dovrebbe rappresentare il volto del dialogo interreligioso. Il suo precedente presidente era Yassine Lafram, volto della Global Sumud Flotilla, che il Giornale ha scovato durante una riunione Zoom in cui era presente proprio Hannoun. Ora c'è Yassine Baradai che è al contempo figura di riferimento della comunità musulmana di Piacenza. Ma il centro culturale islamico piacentino è uno di quelli in cui sono state lanciate raccolte fondi per la Abspp di Hannoun, associazione utilizzata, secondo l'accusa, per raccogliere fondi benefici in Italia e farli poi convergere nelle tasche dei terroristi. Come si coniuga questo con il ruolo di chi non dovrebbe nemmeno lontanamente incrociare il mondo opaco dei filo Hamas? Ma c'è di più: Baradai, in una sua vecchia foto profilo poi rimossa, compariva abbracciato a Davide Piccardo, oggi aperto sostenitore di Hannoun, e a Mohammed Bahà el-Din Ghrewati, 56 anni, medico omeopata, fondatore dell'Ucoii, colui che auspicava ci fosse l'introduzione della poligamia come legge: "La poligamia? Magari, permetterebbe di risolvere i problemi di migliaia, anzi di milioni di persone", aveva detto in un'intervista al Tg1. Aggiungendo che "ad esempio, se mi fa piacere avere quattro mogli devo andare in clandestinità e questo non è giusto" e che "la poligamia è un rimedio contro le tensioni sociali e i tumori della prostata e del seno". Beh, una teoria ineccepibile.






