Bugatti archivia il 2025 come l’anno dei primati assoluti. Secondo quanto comunicato dalla casa francese, gli ultimi dodici mesi hanno segnato il picco produttivo più alto dalla sua fondazione. Il marchio ha saputo coniugare l'addio al leggendario motore W16 con un’accoglienza trionfale per la nuova motorizzazione ibrida, dimostrando che il desiderio di esclusività e prestazioni estreme è più vivo che mai.
Un successo industriale senza precedenti
Come accennato, Bugatti ha consegnato un numero record di vetture (senza specificare le cifre, però), tra cui spiccano gli ultimi esemplari della Chiron e il completamento della produzione della Bolide, la hypercar esclusivamente dedicata alla pista prodotta in soli 40 esemplari. Parallelamente, è iniziata la distribuzione della W16 Mistral, la roadster definitiva che chiude il capitolo del propulsore quad-turbo da 8.0 litri. Questa capacità di gestire simultaneamente modelli così complessi ha richiesto l'ampliamento delle strutture, portando all'inaugurazione di un nuovo atelier di 3.300 metri quadrati, fondamentale per sostenere i ritmi dei prossimi anni.
L'effetto Tourbillon e il futuro sold-out
Il vero motore dell'entusiasmo recente è però la Bugatti Tourbillon. Presentata come l'erede della Chiron, questa vettura ha abbandonato il W16 per un inedito V16 aspirato assistito da tre motori elettrici, capace di sprigionare 1.800 CV. Nonostante un prezzo di partenza fissato a 3,8 milioni di euro, Bugatti ha confermato che l'intera produzione prevista di 250 unità è già stata assegnata, rendendo il marchio virtualmente "esaurito" fino al 2029. Questo portafoglio ordini garantisce una stabilità finanziaria stimata in oltre 1,7 miliardi di dollari di ricavi per i soli esemplari della Tourbillon.







