Mai così giù il tasso di disoccupazione del Paese, sceso a novembre 2025 al 5,7% su base mensile, il livello più basso dall’avvio delle serie storiche Istat. E anche stavolta, in attesa dei dati relativi alle ripartizioni territoriali, è difficile non leggere il peso specifico del Sud, l’unica area che alla luce dei dati del terzo trimestre aveva fatto registrare dinamiche di un certo impatto sul mercato nazionale del lavoro (come, ad esempio, per la crescita dell’occupazione femminile dell’1,0% o la riduzione degli inattivi dello 0,6% o ancora per l’incremento del tempo di permanenza al lavoro dei nuovi occupati del 3,7%). A novembre per la verità calano anche (di 34mila unità) gli occupati ma non su base annua (+179mila) a riprova del fatto che nell’insieme, nonostante le difficoltà della congiuntura, il sistema regge bene e lo deve in gran parte proprio al Sud e all’impatto sui territori meridionali del Pnrr e della Zes unica.

«Gli ultimi dati Istat confermano un segnale importante – commenta sui social la premier Giorgia Meloni -: la disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni e, su base annua, l’occupazione continua a crescere. Sono risultati che parlano del lavoro quotidiano di imprese, lavoratori e professionisti, e dello sforzo comune per rendere il sistema produttivo italiano più solido e competitivo, anche in un contesto complesso. Il Governo continuerà a fare la propria parte per sostenere chi crea lavoro, investe e produce valore, rafforzando le politiche per l’occupazione e guardando con determinazione al futuro. Avanti su questa strada».