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Il ministro dell'Interno venezuelano Diosdado Cabello è considerato il principale difensore del regime di Caracas
Tra Donald Trump e il compimento della "dottrina Donroe" in Venezuela sembra sia rimasto un solo grande ostacolo. Più che le proteste della comunità internazionale o l'approvazione della risoluzione al Senato Usa volta ad impedire al tycoon di intraprendere ulteriori iniziative militari a Caracas, a sbarrare la strada al capo della Casa Bianca potrebbe esserci Diosdado Cabello, uno dei falchi del regime di Maduro, intenzionato a vendere cara la pelle prima di piegarsi al volere del leader statunitense.
Cabello, titolare del ministero dell'Interno venezuelano, controlla le forze di sicurezza e le milizie accusate di violazioni di diritti umani. Ai suoi ordini rispondono i colectivos, le gang armate che nei giorni scorsi, dopo l'arresto dell'erede di Hugo Chávez, a bordo delle loro moto hanno pattugliato le strade della capitale del Paese sudamericano. Come sottolinea il Wall Street Journal, Cabello, incriminato dagli Stati Uniti insieme al deposto dittatore, si trova ora di fronte ad un bivio: sostenere la leader ad interim Delcy Rodríguez oppure rovesciarla e tentare di prendere il potere rischiando l'escalation con Washington.






