Asterischi, schwa, altre desinenze neutre, e «befana» che non si può dire neanche a chi ne ha l’aspetto – c’è una sentenza della Cassazione, ci torniamo dopo – e figuriamoci a chi non ce l’ha, maschio, femmina, non binario, fluido o solido che sia. Alcuni comuni del Nord, in ortodossia ai fondamentalisti del green talebano a cui si sono inginocchiati anche sindaci di centrodestra, la befana hanno pure rinunciato a bruciarla – chi le sentiva poi le femministe? – tradendo l’usanza popolare del 6 gennaio. Il motivo? Bruciare la befana inquina.
Alle stramberie ambientalista-progressiste ormai siamo abituati, ma a Verona la sinistra ha deciso di superare se stessa, attività non facile ma che spesso le riesce. Tolta la vecchia, la vècia come si dice da queste parti, il sindaco Damiano Tommasi – ex calciatore di Roma e Verona – l’ha sostituita con delle sedie rosse a cui la compagnia “Stalker” ha simulato di dare fuoco con del vapore acqueo. Il Brusa la vecia, con lo sfondo dell’Arena, trasformato in un falò ecologico, senza fiamme e nemmeno il fumo arcobaleno.
TOMMASI A VERONA PATROCINA L’EVENTO SUI TRANS
Il massimo (del minimo), in tema di propaganda Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), il sindaco Damiano Tommas...












