Quest’anno è entrata in vigore una modifica importante per i buoni pasto in Italia: la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici è stata elevata da 8 a 10 euro al giorno. Il cambiamento è stato introdotto dalla legge di Bilancio attraverso una modifica del Testo unico delle imposte sui redditi, che riguarda il trattamento fiscale di questi strumenti di welfare aziendale. In pratica, fino a 10 euro al giorno il valore dei buoni pasto non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato a contributi previdenziali, rendendo più conveniente il loro utilizzo da parte delle aziende. Rimangono invariati i limiti per i buoni cartacei, che restano esenti fino a 4 euro al giorno e sono di fatto sempre meno diffusi rispetto a quelli digitali, caricati su card o app.
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L’aumento della soglia non implica automaticamente che tutti i lavoratori riceveranno buoni del valore pieno di 10 euro, perché l’erogazione e il valore concreto sono decisi dai datori di lavoro e dalle contrattazioni collettive. Tuttavia il nuovo limite crea un margine fiscale più ampio: in un mese standard con 21 giorni lavorativi un’azienda può erogare fino a 210 euro di buoni pasto elettronici in esenzione, contro i 168 euro prima previsti, senza aumentare l’imponibile dei dipendenti. In termini economici, con una media di circa 220 giorni lavorativi all’anno, il valore annuale dei buoni pasto passa da un potenziale di 1.760 euro a 2.200 euro, con un incremento teorico di circa 440 euro all’anno per lavoratore, se il valore giornaliero viene portato al massimo esentasse.







