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Ultimo aggiornamento: 9:19

Circa 440 euro in più nelle tasche dei lavoratori. È questo l’impatto economico dell’esenzione fiscale a 10 euro dei buoni pasto, che stando al comunicato di palazzo Chigi entrerà in legge di Bilancio. Il ticket ha un’importante funzione di integrazione del reddito: nell’arco di un anno per una famiglia può arrivare a valere 1.760 euro. Considerando la soglia esentasse attuale di 8 euro e una media di 220 giornate lavorative nel corso di un anno si arriva proprio a quella cifra. Con la soglia dei 10 euro si arriva ad un importo annuale pari a 2.200 euro: nell’arco di dodici mesi sono 440 euro in più.

Per comprendere quale impatto abbiano i buoni pasto sulla busta paga dei lavoratori dipendenti, è necessario premettere che questo strumento è sottoposto a tassazione Irpef in capo allo stesso dipendente. Non generano reddito imponibile fino a 4 euro quando sono in formato cartaceo o 8 euro quando sono elettronici. La novità è quella di aumentare l’esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici a 10 euro dal 2026.

Attenzione, però, la norma non servirà, in modo automatico, a cambiare il valore dei buoni pasto elettronici. Ma solo a rendere questo strumento più interessante per i datori di lavoro e per i dipendenti. In altre parole il valore spendibile del ticket sarà sempre lo stesso, ma non si dovranno pagare le tasse su questo benefit per un importo pari a 10 euro. Quindi due euro in più rispetto a quanto si è abituati oggi (parliamo solo del formato elettronico).