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La procuratrice del Canton Vallese sotto accusa per come sta conducendo le indagini: "Sta macchiando l'immagine della Svizzera"
Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese, è al centro dell'attenzione mediatica e delle polemiche in quanto titolare dell'inchiesta sull'incendio al locale di Crans-Montana la notte di Capodanno, in cui sono morte 40 giovani vite. A metterla sotto accusa non sono i media o le autorità internazionali, che hanno chiesto alla Svizzera di fare giustizia ma non interferiscono in alcun modo con l'inchiesta: sono i media svizzeri a puntarle il dito contro, sostenendo che non stia facendo abbastanza per garantire un'indagine accurata che serva a fare luce su quanto accaduto al locale Le Constellation.
Tra i più critici c'è Blick, che in un lungo e dettagliato articolo ha messo in fila tutte le lacune emerse sull'indagine. Emerge una certa sfiducia che l'indagine possa essere condotta regolarmente se resterà in mano alla procuratrice statale del Cantone. In Svizzera, si legge sul giornale, ci sarebbero alcuni "appelli per la ricusazione di Béatrice Pilloud da parte degli avvocati" e "la questione della sua rimozione dal dossier è ormai sul tavolo". Sono sette i punti che il quotidiano ha individuato per criticare il lavoro della procuratrice vallese, in primis il fatto che "è il volto del ministero pubblico sul disastro di Crans-Montana" ma "non istruisce personalmente l'inchiesta penale, nonostante la gravità del dossier".






