Un accurato screening nelle pieghe del bilancio comunitario per recuperare circa 90 miliardi di euro e neutralizzare così i pesanti tagli che la Commissione von der Leyen aveva proposto per la Politica agricola Ue (-22% sul budget pluriennale). Ma anche alcune misure di più corto respiro ma non di minore impatto, come la sospensione (retroattiva dall’1 gennaio scorso) del meccanismo di adeguamento del carbonio Cbam che sta accendendo i listini dei fertilizzanti e mettendo in difficoltà gli agricoltori Ue. Senza dimenticare le sospirate rassicurazioni sul principio della “reciprocità” ovvero la garanzia che i prodotti agricoli importati nella Ue dall’America Latina siano prodotti rispettando i medesimi standard di sicurezza richiesti ai produttori europei.
Passa da queste decisioni, assunte mercoledì 7 gennaio dal Consiglio informale dei ministri agricoli Ue, il sospirato via libera dell’Italia all’accordo commerciale Ue-Mercosur che potrebbe arrivare alla riunione del Coreper in calendario per il prossimo venerdì.
Un negoziato condotto in prima persona dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. «Sono molti i temi che abbiamo affrontato – ha spiegato Lollobrigida – ma il primo fondamentale passo è stato la difesa della Pac. La Commissione von der Leyen aveva proposto di tagliare il budget della Politica agricola comune di un 22%. Circa 90 miliardi di risorse in meno, in sette anni, agli agricoltori europei. Noi ci siamo opposti fin dal primo momento. Con noi si è schierato anche il Parlamento Europeo e ora siamo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio comunitario circa 90 miliardi di euro che consentiranno di neutralizzare i tagli proposti e all’Italia addirittura di guadagnare un miliardo in più rispetto al settennato precedente. Questo intervento era prioritario perché prima di preoccuparci dell’apertura dei mercati occorre garantire la sopravvivenza del tessuto imprenditoriale e in particolare delle aziende agricole. Mentre con i tagli annunciati le imprese erano invece a forte rischio».











