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Ultimo aggiornamento: 12:52

Madre di tre figli, 37 anni, americana, senza precedenti penali. È il profilo di Renee Nicole Macklin Good, la donna che mercoledì è stata uccisa da un agente dell’Immigrazione (Ice), a Minneapolis, con tre colpi di pistola nel corso di un’operazione anti-immigrazione. Operazione che, però, non la riguardava, dato che lei era cittadina americana nata in Colorado e da poco si era trasferita in Minnesota.

Sui suoi social, riferisce Ap, la donna si descriveva come “poetessa, scrittrice, moglie e mamma”. Una foto del profilo pubblicata su Pinterest la mostra sorridente mentre tiene un bambino piccolo contro la sua guancia, insieme a post su tatuaggi, acconciature e decorazioni per la casa. Aveva studiato scrittura creativa alla Old Dominion University in Virginia e nel 2020 aveva vinto un premio per una delle sue opere, secondo un post pubblicato sulla pagina Facebook del dipartimento di inglese dell’università. Aveva anche condotto un podcast con il suo secondo marito, morto nel 2023. Tutto il contrario, almeno all’apparenza, della “persona turbolenta“, l’agitatrice descritta in un post su Truth dal presidente americano Donald Trump. Inoltre, risulta essere incensurata, contro di lei non sembra mai esserci stata alcuna accusa o intervento che comportasse l’intervento delle forze dell’ordine, se non una multa per violazione del codice stradale. Anche l’ex marito ha assicurato che non era un’attivista e che non era al corrente di sue partecipazioni a proteste di alcun tipo. L’ha descritta come una cristiana devota che da giovane partecipava a viaggi missionari per giovani in Irlanda del Nord. Amava cantare, partecipava a un coro al liceo e studiava canto al college.