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Il capo dell'esercito: "Risponderemo". I cori per Reza Pahlavi. Lui: "Pronto a guidare la transizione"
"Questa non è l'ultima battaglia, Pahlavi tornerà. Reza, Reza Pahlavi!". È lo slogan che risuona, viene urlato, per le strade, nelle piazze, in queste ore, in Iran. Il riferimento è all'ultimo figlio dello Scià, figura simbolica dell'opposizione in esilio negli Usa dalla rivoluzione khomeinista del 1979 e che ora si fa avanti "per guidare la transizione dalla tirannia a una futura democrazia", ha detto in un'intervista a Fox News. Alcuni lo vedono come il leader giusto contro la tirannia degli ayatollah. Il principe 65enne ha lanciato un appello agli iraniani sui social: "Vi invito a iniziare a scandire cori giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, alla stessa ora, alle 20, sia per strada che sia casa vostra. La nazione iraniana è pronta", ha detto Pahlavi in un video divenuto virale. Nello stesso tempo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è rivolto alla polizia e ha chiesto moderazione: "Non agite contro i manifestanti pacifici. Bisogna distinguerli dai rivoltosi". Martedì, le autorità iraniane avevano risposto con una massiccia azione della polizia a una grande protesta al Gran Bazar di Teheran. Il capo dell'esercito di Teheran ieri ha invece intimato: "Da Trump e Netanyahu arrivano solo minacce, se continuano risponderemo. Non tollereremo oltre questa escalation retorica".






