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Polemica sulle indagini: rischi di fuga dei Moretti e il nodo del dolo eventuale. La titolare del locale ripresa in video: l'ipotesi che scappasse dal rogo con l'incasso

Piovono accuse da ogni parte alla Procura del Canton Vallese che indaga sulla strage di Crans-Montana. Un approccio ritenuto troppo garantista di fronte all'evidente negligenza dei gestori e all'assenza di controlli sul locale dove a Capodanno hanno perso la vita 40 giovani e altri 116 sono rimasti gravemente feriti. È soprattutto la decisione di lasciare a piede libero i titolari del Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti ad aver attirato non solo le critiche dei legali delle vittime ma anche quelle di esperti giuristi. Per la procuratrice generale Beatrice Pilloud non ci sono i presupposti per arrestare la coppia perché non ci sarebbe pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di occultamento delle prove. Ma in tanti non sono d'accordo. E non lo sono nemmeno sulle ipotesi di reato formulate, quelle di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo, perché da quanto emerso sembrerebbe evidente che i responsabili del locale fossero consapevoli dei rischi che facevano correre ai clienti e hanno comunque scelto di correrli. "Quindi oltre ai reati colposi - osserva Alain Macaluso, direttore del Centro di diritto penale dell'Università di Losanna - si dovrebbe valutare il dolo eventuale". Il penalista, intervistato dalla Rsi, critica anche la scelta di aver lasciato in libertà i Moretti, mentre "sarebbe stato possibile disporre un arresto provvisorio di 24-48 ore per mettere in sicurezza gli elementi di prova e prevenire eventuali occultamenti". Invece non sarebbero stati nemmeno perquisiti. E neanche gli uffici del Comune, che avrebbe dovuto effettuare i controlli antincendio ma ha ammesso di non averlo fatto negli ultimi cinque anni. Romain Jordan, un avvocato di Ginevra che assiste diverse famiglie, parla di un "numero allarmante di omissioni", tra le altre quella di non aver messo formalmente sotto inchiesta il Comune di Crans-Montana. Il legale ha detto all'Agence France-Presse di essere "scioccato dal fatto che gli avvocati delle vittime siano stati esclusi dagli interrogatori della polizia". Per Macaluso una prassi incompatibile con il codice di procedura penale: "Andranno completamente rifatti". Mentre il procuratore generale ha giustificato la scelta con l'obiettivo di accelerare i procedimenti e di evitare fughe di notizie.