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Pochi giorni di lavoro registrati come dipendente e scatta la richiesta di restituzione

Per una comparsata pagata 379 euro lordi, un pensionato si è ritrovato con una richiesta da parte dell'Inps da oltre 21mila euro: quasi un anno di assegno. Una sproporzione che, negli ultimi mesi, sta facendo discutere sempre di più tra ricorsi, sentenze e casi finiti in tribunale. Anche perché basta poco: qualche giorno di lavoro registrato nel modo “sbagliato” e il conto, improvvisamente, diventa enorme. Ecco cosa è successo.

La vicenda è finita davanti al giudice del lavoro. Secondo gli atti, quei giorni sul set sono risultati come rapporto di lavoro dipendente e da lì è partita la richiesta di restituzione. Il Tribunale di Trento, con un provvedimento cautelare, ha per ora bloccato le trattenute sulla pensione accogliendo il ricorso d’urgenza presentato dall’avvocato Filippo Valcanover: l’Inps non potrà scalare rate mensili finché non si entrerà nel merito.