«Denunciamo una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte a opera di un commando di più di 20 professionisti dell'odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni» denuncia, in una nota, Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma.
«I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1978. In quel giorno 2 militanti del Fronte della Gioventù, completamente sconosciuti a episodi violenti, furono uccisi a sangue freddo dal terrorismo rosso, seguiti da un altro per mano del capitano dei carabinieri Sivori, durante il raduno del FdG sul luogo dell'avvenimento - aggiunge -. Il manifesto che abbiamo diffuso nella città per l'occasione parla di libertà, ricordo, con l'obiettivo di poter ricordare come figli d'Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l'odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee».
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«Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai! Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale», conclude Todde.










