Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, a Roma, nel quartiere Appio-Tuscolano (zona via Tuscolana, vicino a un parcheggio di un supermercato), quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da un gruppo di oltre 20 persone, descritte come teppisti di ultrasinistra, alcuni a volto coperto e armati di spranghe e coltelli.

I giovani si erano fermati per comprare colla prima di affiggere manifesti in commemorazione della strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1978, quando furono uccisi Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta (davanti alla sede MSI) e Stefano Recchioni (negli scontri successivi). L'aggressione, definita premeditata e organizzata, ha semidistrutto l'auto dei militanti; solo la fuga in macchina ha evitato conseguenze peggiori. Il più grave ha riportato trauma cranico, contusioni al volto e alle braccia; i feriti sono stati trasportati al San Giovanni.

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Se li definisci nemici della Patria si arrabbiano. Ma non si rendono conto di quanto male fanno alla Nazione le proteste...

La polizia, intervenuta su segnalazione di residenti, ha trovato radio-ricetrasmittenti usate dagli aggressori per coordinarsi ed evitare intercettazioni. Le indagini sono affidate alla Digos. Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma, accorso in ospedale con Fabio Rampelli, ha denunciato un "commando di professionisti dell'odio politico", condannando il clima di violenza e richiamando gli "anni di piombo". E sulla commemorazione è intervenuta la premier con un post sui social: