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Ultimo aggiornamento: 14:07
Se non si trattasse di un evento sacro che impone assoluto rispetto verrebbe da parafrasare con il più prosaico “finita la festa, gabbato lo santo”. Eh sì, perché non possiamo né vogliamo dimenticare che il motivo giuridicamente assunto per giustificare non solo la realizzazione dell’inceneritore da 600.000 tonnellate/anno ma l’attribuzione di “pieni poteri” al sindaco Gualtieri per realizzare tale impianto a dispetto di programmazione condivisa con i soggetti istituzionali preposti (Regioni e in parte i comuni) era proprio quello legato alla “straordinarietà” del Giubileo e della presunta emergenza che esso avrebbe generato nella gestione dei rifiuti.
Ma adesso concretamente e simbolicamente il “re è nudo”.
Il Giubileo è finito ma l’inceneritore non c’è. Non si è manifestata nessuna emergenza nella gestione dei rifiuti e se un’emergenza continua ad esserci è quella democratica provocata da un esproprio di poteri e competenze senza precedenti nei confronti di istituzioni e società civile. Questa narrazione bugiarda e truffaldina non può essere ulteriormente tollerata: occorre ripristinare le procedure ordinarie revocando i “pieni poteri” attribuiti al sindaco e aprendo un Tavolo Pubblico Operativo centrato sul rilancio delle buone pratiche di Raccolta Differenziata (di riuso e di riciclo) che i recenti dati Ispra fotografano al palo visto che la Capitale traguarda un ufficiale 50% di differenziata che in realtà significa meno del 35% di vero e proprio riciclo. Se poi andiamo a scandagliare le storture provocate dal percorso fin qui intrapreso segnato da palesi forzature (non a caso oggetto di verifiche giuridiche) ci rendiamo conto che, sempre sulla base di “ragioni di emergenza” si andrebbero ad attribuire enormi vantaggi economici a soggetti privati per lassi temporali (oltre 30 anni) in regime di monopolio.






