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Lunedì Vasyl Malyuk si è dimesso dal ruolo di capo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), l’agenzia dei servizi segreti che si occupa di controspionaggio e lotta al terrorismo. Sotto la direzione di Malyuk, iniziata a metà del 2022, l’agenzia ha compiuto alcune delle più importanti e clamorose operazioni contro la Russia degli ultimi anni, tra cui l’attacco alle basi aeree russe messo in atto lo scorso giugno facendo entrare un centinaio di droni esplosivi di nascosto nel paese.

Secondo alcune ricostruzioni, Malyuk sarebbe stato convinto a dimettersi per via di uno scontro che va avanti da mesi tra l’Sbu e l’agenzia nazionale anticorruzione (Nabu). Negli ultimi mesi lo Sbu ha arrestato alcuni dipendenti dell’agenzia, accusandoli di avere legami con la Russia. Molti però non hanno creduto a questa spiegazione e hanno accusato l’Sbu, considerata vicina al governo ucraino, di aver arrestato chi stava indagando su persone vicine al presidente Volodymyr Zelensky (poi sono stati tutti rilasciati).

Gli arresti erano avvenuti in un periodo in cui i rapporti fra il governo e l’agenzia nazionale anticorruzione erano molto tesi. Durante l’estate Zelensky aveva fatto approvare al parlamento ucraino una legge che toglieva molta autorità e indipendenza ai due principali enti ucraini del settore, la Nabu e la Sapo, la procura specializzata anticorruzione. La legge era stata molto criticata sia da parte della popolazione ucraina, che aveva organizzato grandi proteste (cosa rara da quando, quasi quattro anni fa, è iniziata la guerra), sia dagli alleati dell’Ucraina, tra cui l’Unione Europea: per questo Zelensky l’aveva ritirata dopo pochi giorni.