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7 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:40

La libertà non è star sopra un albero… e men che meno quello dell’Europa di oggi. Sarebbe un dato evidente a tutti, confermato giorno dopo giorno da una crudele indifferenza mascherata da realpolitik, vedi anche solo il caso delle Ong cacciate da Gaza a cui viene impedito di soccorrere i palestinesi per ordine del governo israeliano. Per non dire, soprattutto, del folle piano – beffardamente rinominato ‘Readiness 2030’ – a spendere appunto con Prontezza 800 miliardi di euro per il riarmo, a fronte del solito rigore Ue sui bilanci nazionali, con il riverbero di tagli spietati al welfare e di una drastica riduzione dei finanziamenti anche per la cultura.

Sì, è vero: la Ue non è esattamente ‘l’Europa’. Non sono proprio le ‘nostre donne’ quelle 4-5 signore francesi o tedesche, o estoni o danesi, che hanno sfondato il tetto di cristallo e siedono ai vertici economico-politici delle istituzioni europee percependo sontuosi stipendi e benefit. Ma resta pur vero che non sia assolutamente difendibile quel che fanno in concreto l’Unione e le sue o i suoi pseudo-leader.