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Il governo studia il Golden Power: per Sinochem ipotesi diritti di voto sospesi
Il governo italiano, Pirelli (+3,78% a 6,1 euro in Piazza Affari) e i suoi azionisti stanno valutando nuove soluzioni per affrontare il nodo della partecipazione del gruppo cinese Sinochem nel capitale del colosso di pneumatici, alla luce delle imminenti restrizioni statunitensi sui componenti tecnologici riconducibili a interessi cinesi. L'indiscrezione è stata riportata ieri dal Financial Times spiegando che «Roma sta valutando un nuovo intervento mentre entrerà in vigore a marzo il divieto di Washington su hardware e software sostenuti dalla Cina che interagiscono con le auto negli Stati Uniti».
Per il gruppo italiano di cui è vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera il mercato statunitense rappresenta un quinto dei suoi ricavi. Il sistema Cyber Tyre di Pirelli, che costituisce la tecnologia leader dell'azienda, è centrale per i suoi piani di crescita negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Sinochem è il principale azionista di Pirelli con una quota del 34%, mentre Camfin oggi detiene il 25,3% del capitale e ha la facoltà - già deliberata dal cda della stessa holding - di salire fino al 29,9% della Bicocca.










