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I soci cinesi in minoranza nell'assemblea che ha avuto un'affluenza di oltre l'86%. Più tempo per il Golden Power
Le tensioni col socio cinese, la cui maggioranza ingombrante mette a rischio gli investimenti sugli pneumatici intelligenti negli Usa, non hanno guastato l'assemblea di Pirelli. Sinochem ha votato contro (come aveva fatto anche per la trimestrale) ma il bilancio del gruppo della Bicocca è stato approvato lo stesso. Pur con una quota del 37% l'azionista cinese non ha, dunque, il controllo dell'assemblea cui ieri è intervenuto circa l'86,27% del capitale avente diritto al voto. Una partecipazione molto alta che ha contribuito a determinare la vittoria del fronte Camfin, la cassaforte del vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera. «Il bilancio passerà, è troppo bello per non farlo passare», aveva già assicurato nei giorni scorsi Tronchetti sottolineando i risultati «straordinari migliori degli ultimi decenni». E ricordando che viste le situazioni geopolitiche le nuove norme americane pongono dei limiti. «Quello che noi stiamo cercando di condividere col socio cinese è che l'azienda prevale su ognuno di noi. In Pirelli lavorano 31mila famiglie», aveva aggiunto.













