Se da una parte il blitz in Venezuela contro Maduro delinea l’intenzione degli Usa a guida Trump, nell’ambito della nuova strategia di sicurezza nazionale, di rispolverare la cosiddetta “Dottrina Monroe”, ovvero la linea di politica estera in base alla quale ogni intervento delle potenze europee negli affari dei Paesi del continente americano, “giardino di casa” di Washington, va considerato un atto di ostilità verso gli Stati Uniti, dall’altra l’Italia non è una spettatrice disinteressata, in quanto mantiene un interesse strategico su quel continente, a cominciare, appunto, dall’America Latina.

Quest’area, che ha assistito e assiste a un braccio di ferro a distanza, anche economico, tra gli Usa da una parte e Cina e Russia dall’altra, e che è ricca di materie prime spesso non sfruttate, ha infatti legami storici, culturali ed economici profondi grazie all’emigrazione italiana, a una matrice religiosa comune e a partnership strategiche per la politica estera, il tutto rafforzato da un forte interscambio culturale e commerciale. Il 6-7 ottobre si è svolta a Roma la XII Conferenza Italia – America Latina e Caraibi, momento di incontro a cadenza biennale a cui hanno partecipato i ministri degli esteri dei Paesi latinoamericani.