Il blitz americano in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro ha spostato bruscamente l'attenzione internazionale sull'America Latina, ma Washington per ora non ha dato segnali di disimpegno dall'Ucraina.

Kiev ha riunito i consiglieri della sicurezza nazionale degli alleati Nato per fare il punto sul piano di pace, con Steve Witkoff in collegamento, e lo stato maggiore ucraino ha portato sul tavolo un documento congiunto con gli Usa per il sostegno dell'esercito e per garanzie sul monitoraggio degli eventuali accordi con Mosca. Mentre Donald Trump è tornato ad avvertire Vladimir Putin di "non essere contento" di lui, perché "sta uccidendo troppe persone". La palla passa ora ai leader dei Volenterosi, che si vedranno il 6 gennaio a Parigi per fare ulteriori passi avanti. Nella capitale francese volerà anche Giorgia Meloni.

La prima riunione dell'anno sull'Ucraina ha coinvolto i consiglieri per la sicurezza di quindici Paesi (per Roma Fabrizio Saggio) ed i rappresentanti dell'Ue e dell'Alleanza Atlantica, che si sono confrontati con gli emissari di Volodymyr Zelensky guidati da Rustem Umerov. Durante i colloqui, secondo quanto è emerso, non ci sono stati eco dell'azione americana a Caracas. La riunione non ha prodotto novità di rilievo, ma comunque è servita per fare il punto sui "documenti quadro" dell'ultima bozza del piano di pace, "comprese le garanzie di sicurezza", "nonché sulla sequenza dei prossimi passi congiunti", ha fatto sapere Umerov.