Mai come in questo momento Giorgia Meloni deve fare i conti con la realtà. Le minacce di Donald Trump sull’annessione della Groenlandia agli Usa sono un orizzonte degli eventi per la premier italiana, sinora la più fida pontiera tra le due sponde dell’oceano. Ma giustificarle non si può. Alla riunione dei Volenterosi in programma oggi a Parigi innanzitutto sull’Ucraina Meloni è dunque pronta a firmare una dichiarazione congiunta con gli altri leader europei a sostegno dell’omologa danese, Mette Frederiksen.
Il vertice in Francia
Gli sherpa sono al lavoro da giorni. Il summit è previsto alle 14. Nella Capitale francese accorreranno i 37 rappresentanti dei cosiddetti Volenterosi, a partire dagli europei. Ci saranno anche Ursula von der Leyen e Antonio Costa per l’Ue e Mark Rutte per la Nato. Per gli Stati Uniti presenti l’inviato speciale di Trump per l’Ucraina Steve Witcoff e il genero di Trump, Jared Kushner.
L’Ucraina e il nodo truppe
Sulla guerra in corso tra Kiev e Mosca - anche stanotte i russi hanno lanciato un massiccio attacco con droni d’attacco Shahed e Gerbera e altri tipi, secondo quanto riporta Rbc Ukraine - all’ordine del giorno ci sono le garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina in caso di cessate il fuoco. Il meccanismo di cui si discute è quello mutuato dall’articolo 5 della Nato, come proposto dall’Italia sin dai primi incontri, ma va decisa sia la durata temporale dello scudo sia la fisionomia dell’eventuale forza multinazionale da schierare sul campo a ulteriore protezione. Meloni ha già chiarito che l’Italia non invierà soldati.












