«Il sistema Italia, messo alla prova, funziona. Dovremmo ricordarcene anche nel quotidiano». Eccola, la lezione che il Giubileo lascia al Paese secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario di Palazzo Chigi a capo della cabina di regia che ha coordinato i lavori per l’Anno santo.
Ha detto che il metodo Giubileo andrebbe “brevettato”. Com’è cambiato il modo di procedere delle istituzioni?
«Il metodo Giubileo è un gioco di squadra. Che ha coinvolto un centinaio di soggetti: governo, Comune, Regione, Sovrintendenza e partecipate, fino a oltre la metà dei ministeri. Ruotando su tre pilastri. Il primo: lo Stato, anziché impartire ordini alle altre amministrazioni, le ha coordinate, mettendo in piedi un modello circolare e non lineare. Il secondo elemento è che le riunioni di coordinamento devono risolvere i problemi, non crearli. Si tratta già di una deroga rispetto a quanto avviene di solito».
E il terzo?
«Lo definirei un cambio di passo. Dalla logica della conferenza dei servizi all’amministrazione per obiettivi da raggiungere. Le riunioni frequenti, 18 in due anni, hanno fatto sì che ci fosse una verifica a cadenza regolare dello stato dei lavori, e una definizione in tempo reale delle soluzioni più adeguate per superare gli ostacoli».










