Si chiamano Hordmiz, Kardereg, Peroz. Come in una fiaba. Sono gli antenati della Befana, i re magi, sovrani di Persia, Saba, Seba, o almeno così racconta il Libro della Caverna dei Tesori, scritto in Siria nel V secolo dopo Cristo. Di quella leggenda così come delle innumerevoli altre che fiorirono intorno ai misteriosi principi d' oriente "che recavano doni", poco è rimasto. Eppure il governo, spinto da anni di proteste, di campagne stampa, di lettere di bambini infuriati, da tre disegni di legge che giacevano a Montecitorio e soprattutto dal nuovo Concordato, venerdì a tarda sera si è deciso a ripristinare l’amata festa dell’Epifania, festa magica, pagana e religiosa, antichissima.
Befana, calze più care del 7%: la “colpa” è soprattutto del cioccolato
Federico Formica
05 Gennaio 2026
Era stata abolita il 5 marzo 1977 dalla legge 54, in pieno clima di austerità. E insieme a lei erano state eliminate anche San Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini, San Pietro e Paolo, l’anniversario della Repubblica e quello della vittoria della Prima guerra mondiale. Il governo Andreotti aveva cercato di porre un limite alla passione per i ponti festivi dimostrata tradizionalmente dagli italiani. Ma il segnale del Consiglio dei ministri non vuol essere di lassismo gaudente: se il decreto ha creato una nuova festa, quella del Tricolore (o dell’Indipendenza Nazionale che dir si voglia) per la giornata del 12 maggio, in ricordo della nascita della bandiera italiana adottata nel 1797 dalla repubblica Cisalpina, ne ha previsto fin d' ora la celebrazione nella seconda domenica dello stesso mese. Per la sola Roma, torna agli onori della festa anche il giorno dedicato ai Santi Pietro e Paolo, patroni della capitale.












