WASHINGTON. «Sapevamo cosa mangiava, cosa faceva, come si spostava, dove si trovava e persino che animali da compagnia avesse», ha detto il generale americano Dan «Raizin» Caine. In particolare, per conoscere in quale luogo esatto Nicolas Maduro dormisse la notte del 3 di gennaio, sarebbe stato vitale il lavoro sotto copertura della CIA a Caracas e le informazioni ricevute da un collaboratore di alto livello molto vicino all'ex presidente venezuelano. Un «inside job» che, secondo il presidente Trump, avrebbe impedito a Maduro di raggiungere con successo una stanza blindata rinforzata durante l'attacco. Ora aa domanda che a Caracas si chiedono tutti è: chi della sua cerchia ristretta – come rivelato in maniera atipica proprio dalla Casa Bianca – ha tradito Maduro? Lo stesso Nicolasito, il figlio di Maduro noto come "Il Principe", ha confermato pubblicamente questo lunedì che «la storia dirà chi erano i traditori», suggerendo che diverse figure all'interno della cerchia ristretta del padre abbiano «cambiato schieramento» per facilitarne la cattura.
Secondo il giornalista venezuelano José Pernalete, il nome più ovvio è proprio quello di Delcy Rodríguez, la nuova presidente ad interim. Fonti vicine alla Casa Bianca dicono che Trump vorrebbe lasciarla in carica. «Pubblicamente attacca l’amministrazione Trump. Ma lo stesso presidente e i suoi funzionari dicono che stanno parlando con lei», spiega Pernalete a La Stampa. E Washington vorrebbe lei, piuttosto che la leader dell’opposizione Maria Corina Machado e il suo partito. «Lei è essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande», aveva rivelato senza tanti indugi Trump alla conferenza stampa del sabato. Tutto questo, nonostante il candidato presidenziale Edmundo González e il partito della Machado Vente Venezuela», a detta di vari enti internazionali, abbiano vinto le elezioni presidenziali del 2024. Un risultato che Maduro non ha mai riconosciuto. Secondo il Washington Post, una ragione dietro questa preferenza è che a Trump non sarebbe andato giù il fatto che Machado abbia vinto il premio Nobel per la Pace, anziché lui. Un errore gravissimo. «Se lo avesse rifiutato e avesse detto «Non lo posso accettare perché appartiene a Donald Trump», oggi sarebbe la presidente del Venezuela», ha rivelato la fonte della Casa Bianca al Wapo. Pubblicamente, Trump ha affermato che Machado non goda del sostegno necessario nel paese per succedere a Maduro, con grande disappunto dei suoi sostenitori.











