Ci sono i 411 dipendenti della Jabil di Marcianise, specializzata nella produzione di componenti elettrici e risolta con una Newco. Ma anche i 375 lavoratori della Cooper Standard Automotive di Battipaglia, impegnati nel settore della componentistica. Delle 27 intese raggiunte al Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel 2025 e che si sono tradotte in altrettanti accordi di reindustrializzazione e in percorsi strutturati di rilancio produttivo, 11 riguardano stabilimenti meridionali. E, di questi, 7 sono localizzati in Campania.
Il bilancio dei tavoli di crisi, diffuso ieri dal dicastero di via Veneto, registra una tabella di marcia molto serrata, con un accordo, in media, ogni due settimane. Intese che «hanno consentito la tutela o la stabilizzazione di oltre 14.260 lavoratori». Poco meno della metà, 6.627 dipendenti, riguarda impianti meridionali. Tra le vertenze più rilevanti «portate a positiva conclusione figurano i casi La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics».
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«Un traguardo significativo – spiega il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – raggiunto affrontando vertenze particolarmente complesse, spesso irrisolte da anni e ad alto impatto occupazionale, che hanno trovato una prospettiva concreta di continuità e rilancio industriale grazie a un dialogo costante e responsabile tra istituzioni, imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali». Ma non basta. Perché «tra i risultati più significativi – si legge nella nota del ministero – si colloca il rientro in Italia di asset industriali di valore storico e simbolico, come Diageo con lo storico stabilimento Cinzano, nonché il consolidamento di realtà strategiche quali Riello, recentemente entrata nel perimetro del gruppo Ariston».








