"Va inoltre sottolineato - prosegue - che lo stabilimento Stellantis di Melfi rappresenta uno dei siti più avanzati del gruppo sotto il profilo tecnologico e produttivo, con un elevato livello di automazione, che interessa l'intero ciclo industriale, a partire dalle unità di stampaggio, lastratura e verniciatura, fino alle linee di montaggio, oltre alla nuova area dedicata all'assemblaggio delle batterie". Per rendere competitivo e sostenibile il modello produttivo di Melfi "è necessario un impegno concreto sul fronte energetico, puntando su progetti già avviati sulle fonti rinnovabili, che ora devono trovare piena attuazione, a partire da fotovoltaico e biogas, per ridurre i costi di produzione e rafforzare la sostenibilità industriale di Stellantis e dell'indotto". In questo quadro, le aspettative sono legate all'insieme delle produzioni attualmente assegnate allo stabilimento di Melfi e ai nuovi modelli che entreranno in produzione nel corso dell'anno". In questo contesto si collocano diverse ipotesi, a oggi non confermate, tra cui l'eventuale assegnazione a Melfi di un ulteriore marchio del gruppo Stellantis, che "potrebbe contribuire a rafforzare i volumi produttivi e a intercettare nuove quote di mercato". Molto dipenderà dalle scelte strategiche che l'amministratore delegato Antonio Filosa metterà in campo nei mesi prossimi, in particolare con la presentazione entro giugno del nuovo piano industriale del gruppo.
Stellantis, Fim Cisl: "Il 2026 anno difficile. Scelte strategiche per lo stabilimento di Melfi"
"Dai dati diffusi oggi dalla Fim Cisl nazionale e presentati dal segretario generale Ferdinando Uliano sull'andamento produttivo 2025 degli s...








