Dopo «quasi un anno di tira e molla e di scontro totale fra le banche detentrici dei 4,9 miliardi di debito, l’accordo è stato trovato sui gradini del tribunale, proprio mentre la “macchina” stava per finire la benzina». A parlare è David Slump, amministratore delegato di Marelli, che così descrive la situazione dell’azienda italo-giapponese nella lettera di accompagnamento all’istanza di accesso al Chapter 11 negli Stati Uniti. In settimana, infatti, Marelli ha chiesto alla Corte del Delaware di congelare la situazione debitoria mentre lavora a un radicale piano di ristrutturazione.
Marelli in panne: il maxi-debito, la crisi dei chip, i dazi. Perché il primo produttore di componenti italiano è in crisi. Chi lo rileverà da Kkr?
La parabola dell’azienda fondata nel 1919: venduta da Fiat-Chrysler per 6,2 miliardi, oggi sta per passare a zero a un gruppo di fondi «opportunisti». Sindacati in allarme per i 6000 dipendenti italiani







