Marelli, il maggior produttore di componenti per auto in Italia, è in crisi, schiacciato da 4,9 miliardi debiti, dalle difficoltà dell’industria europea e da problemi di liquidità. L’azienda con sede in Giappone e 46 mila dipendenti ha perciò presentato negli Stati Uniti istanza di accesso al Chapter 11. Si tratta di una sorta di concordato che consentirà a Marelli di proseguire le sue attività produttive e le consegne ai clienti mentre lavora a un piano di ristrutturazione. Che è già sul tavolo e accettato dall’80% dei creditori. «Dopo quasi un anno di tira e molla», ha dichiarato il ceo di Marelli, David Slump, «si è trovata la quadra quando si era a un passo dal tribunale e "l’auto" stava per finire la benzina».