La stessa scena sabato pomeriggio a Milano, sotto l’egida di Rifondazione comunista e di Potere al popolo, i manifestanti scandiscono slogan per Maduro presidente e un attivista dal palco svela la «vera» identità del premio Nobel María Corina Machado: «È una nazifascista». La piazza contagia il campo largo. Dal Nazareno è il responsabile Esteri Peppe Provenzano a dettare la linea: «Legittimare questa violazione del diritto internazionale è gravissimo». Il giubilo dei venezuelani a Caracas e nel mondo va in secondo piano, dettaglio quasi irrilevante.

Il Pd prende la mira e nell’obiettivo c’è spazio solo per la Casa Bianca. E per Palazzo Chigi: «Meloni sceglie Trump e dimentica che, per la Costituzione, l’Italia ripudia la guerra», conclude il deputato dem. La compagnia è all’altezza di un’altra Flotilla, stavolta diretta verso il mar dei Caraibi. C’è, ad esempio, Fiorella Mannoia, che sui social si schiera: «E ora com’era? Aggredito, aggressore...». O l’editorialista del Fatto Quotidiano Pino Arlacchi, già parlamentare di lungo corso dell’Ulivo, nonché consulente di Maduro, che ieri scriveva: «È un attacco colonialista, ma al buio».