Riconoscimenti sì, ma anche un fiume di denaro. Secondo l’accusa l’architetto giordano avrebbe inviato almeno 7 milioni di euro per finanziare la lotta armata contro Israele. Parte di questo denaro però non avrebbe lasciato traccia. Secondo l’accusa Hannoun avrebbe versato migliaia di euro all’associazione Al Nour che, formalmente, si occupa di raccogliere fondi a sostegno del popolo palestinese quando, in realtà, sarebbero finiti «alle famiglie dei martiri» e «ai figli dei detenuti». Chi sono i martiri?

Nelle 308 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare si legge che si tratterebbe di kamikaze che hanno sacrificato la loro vita per colpire Israele. E che proprio alla luce di questo "sacrificio" Hamas si impegnerebbe nel mantenimento delle rispettive famiglie. I versamenti sono stati catalogati nel pc da Hannoun ma non sono state trovate le transazioni sui conti dell’associazione. «Quindi - scrive il giudice - è evidente che il denaro è stato erogato in contanti o con modalità che non permettono di collegare direttamente Hannoun e la Abspp all’associazione Al Nour». «Tra il gennaio del 2023 e il febbraio del 2025 - si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Carpanini - dalle associazioni riconducibili a Mohammad Hannoun sono stati inviati con regolari versamenti più di 2 milioni di dollari a Osama Alisawi».