La rilevanza dei finanziamenti destinati ad Hamas viene evidenziata in una intercettazione del 9 agosto 2024 nella macchina in dotazione a uno degli indagati, Dawoud Ra'Ed, tra Abu Falastine e il fratello di Hannoun, Awad. Quest'ultimo ricorda che "noi (ovvero le charities che dall'estero fanno arrivare denaro ad Hamas, ndr) ci sacrifichiamo con i soldi e il tempo...ma loro (a Gaza) con il sangue". Abu gli risponde: "Loro senza noi vanno avanti?". E Awad controbatte "questo movimento è circolare". Questo commento, secondo gli inquirenti, spiega al massimo il rapporto diretto tra l'organizzazione centrale di Hamas e le sue articolazioni periferiche, estere.

Di fatto, è il cardine dell'inchiesta Domino che questa mattina ha portato all'arresto di 9 persone, tra cui il presidente dell'Associazione Palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, con l'accusa di aver finanziato per 8 milioni di euro l'organizzazione terroristica palestinese.

HAMAS, 9 ARRESTI A GENOVA: FINANZIAVANO I TERRORISTI. IN MANETTE HANNOUN

Una operazione clamorosa per sgominare "il welfare del terrore" di Hamas in Italia. Sono stati arrestati da po...

Pericolo di fuga - Hannoun, peraltro, stava per andare definitivamente in Turchia, per trasferire lì le sue attività di finanziamento all'organizzazione terroristica. Per questo, secondo la gip Silvia Carpanini, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sussisteva nei suoi confronti un "concreto e attualissimo pericolo di fuga". Dalle intercettazioni, è emerso che il programma di trasferirsi fosse ormai in fase di attuazione. Inoltre, secondo la gip del Tribunale di Genova, c'era anche il pericolo di inquinamento probatorio: secondo quanto accertato dagli investigatori, Hannoun e gli altri indagati avrebbero "ripetutamente ripulito" si legge nel provvedimento, i loro dispositivi elettronici.