Non ci sono i termini per arrestare i gestori del Constellation, il locale di Crans-Montana dove nell'incendio di Capodanno 40 persone sono morte e altre 120 sono rimaste ferite.
Lo ha messo nero su bianco la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, facendo il punto sulle indagini che conduce insieme alla polizia cantonale. Ad oggi, infatti, "non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga". Inoltre "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione".
Intanto, però, sale la tensione nell'entourage di Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Nel giorno della messa e della marcia silenziosa in paese per commemorare i morti, un giornalista svizzero ha denunciato di essere stato insultato e minacciato dallo staff dell'uomo durante delle riprese. In quel momento, sullo sfondo, ci sarebbe stato anche l'indagato, che si trovava fuori da un ristorante che gestisce in un altro comune.
Dalle indagini di procura e polizia cantonale è arrivato comunque un punto fermo. Una conferma di quanto già era emerso all'indomani della tragedia: "L'incendio - dichiara la procuratrice - è stato originato dall'utilizzo di 'fontane'. Si tratta di dispositivi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme. Sono progettati per essere posizionati a terra, fissati al terreno o a un supporto, oppure tenuti in mano. Le prime dichiarazioni dei testimoni descrivono un incendio che si è propagato rapidamente, generando una grande quantità di fumo e calore intenso. Tutto è avvenuto molto rapidamente". Ora al vaglio degli inquirenti ci sono l'analisi del fascicolo ottenuto dal Comune, la conformità del lavoro svolto dai responsabili, i materiali utilizzati, le vie di accesso di emergenza, le attrezzature antincendio e il rispetto delle norme di sicurezza antincendio.













